Vigili Urbani e Tecnologia
Vigili Urbani, telecamere e autovelox
di PC

Vigili Urbani e Tecnologia
Vigili Urbani, telecamere e autovelox: Manfria aspetta ancora
C'è una domanda che, ogni estate, torna a girare tra le case e i bar di Manfria, tra una chiacchiera e l'altra sotto il sole di luglio: avete mai visto un Vigile Urbano da queste parti?
Non è una domanda retorica — è una domanda vera, che nasce dalla frustrazione quotidiana di chi vive, abita e ama questa borgata. Perché se c'è una cosa che chi passa le giornate a Manfria conosce bene, è il rumore delle macchine che sfrecciano lungo Via Santa Maria degli Angeli, la cosiddetta "Calata della Lupa". Una strada che d'estate diventa un piccolo inferno — bambini che camminano, famiglie che attraversano, anziani che escono di casa — e dove la velocità di certi mezzi fa venire i brividi anche al più paziente dei residenti.
Eppure: nessun autovelox, nessuna telecamera, nessun presidio.
Siamo parte del Comune di Gela — o no?
La domanda nasce spontanea: Manfria è o non è territorio del Comune di Gela? Perché se la risposta è sì — e lo è — allora qualcosa non torna. I cittadini di Manfria pagano le tasse come tutti gli altri. Pagano l'IMU, pagano la TARI, pagano la TASI. Ogni anno, puntualmente, le bollette arrivano — quelle non si perdono mai per strada.
Quello che invece sembra perdersi è la presenza concreta del Comune in questa borgata. Sappiamo bene che negli anni passati l'amministrazione ha lamentato carenza di personale — tra Vigili Urbani, Polizia e Carabinieri — per coprire l'intero territorio. Una difficoltà reale, che non neghiamo. Ma i cittadini non possono continuare a sentirsi rispondere sempre con la stessa scusa, soprattutto quando si parla di sicurezza. La mancanza di personale non può diventare un problema dei residenti — è un problema che il Comune ha il dovere di risolvere.
Un presidio fisso dei Vigili Urbani durante i mesi estivi non è un lusso — è una necessità. Manfria si riempie di famiglie, di bambini, di turisti. Il traffico aumenta, i pericoli aumentano, e la sicurezza dovrebbe aumentare di conseguenza.
La tecnologia c'è — bisogna usarla
Viviamo nell'epoca in cui telecamere di sorveglianza e autovelox sono strumenti ordinari, diffusi in ogni angolo delle città italiane. Eppure a Manfria, di tutto questo, non c'è traccia. Nessun autovelox che faccia rallentare chi imbocca la Calata della Lupa come se fosse un circuito automobilistico. Nessuna telecamera che colleghi la borgata al sistema di videosorveglianza già esistente in città e alle forze dell'ordine.
Non si tratta di volere uno Stato di sorveglianza — si tratta di chiedere gli stessi strumenti di sicurezza che hanno altri quartieri, altre strade, altre comunità dello stesso Comune. E si tratta anche di ricordare che questi strumenti, oggi, si possono finanziare: esistono fondi specifici per la sicurezza urbana a cui il Comune di Gela ha piena facoltà di attingere. Non mancano le risorse — manca, forse, la volontà di guardarci.
Perché il problema non riguarda solo l'estate. D'inverno, quando Manfria si svuota, i reati aumentano: furti in casa, rifiuti abbandonati, cavi elettrici rubati, atti dolosi. Una telecamera non risolve tutto, ma scoraggia, monitora, lascia tracce. È un primo passo concreto verso una borgata più sicura in ogni stagione.
La voce della borgata
Manfria Attiva raccoglie questa voce — la voce di chi abita qui tutto l'anno, di chi torna ogni estate e trova sempre le stesse situazioni irrisolte, di chi vorrebbe semplicemente camminare tranquillo sulla propria strada senza doversi guardare le spalle dai mezzi in corsa.
Chiediamo al Comune di Gela un piano concreto per la sicurezza a Manfria: telecamere collegate al sistema cittadino, autovelox nei punti sensibili, e una presenza regolare dei Vigili Urbani nei mesi estivi. Dove il personale non arriva, arrivi la tecnologia — ma che arrivi qualcosa, finalmente.
Perché Manfria non è una borgata di serie B. È casa nostra. E lo vogliamo che si veda.